Massaggi e Riflessologia
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Per riflessologia si intende la stimolazione dei punti riflessi, tramite un particolare massaggio o, per meglio dire, tocco. Per zona riflessa si intende un punto della superficie corporea sul quale, secondo le teorie dei riflessologi, si proietterebbe un determinato organo, collocato anatomicamente lontano da tale punto.


Agendo su questi punti si avrebbe la possibilità di condizionare positivamente l’organo corrispondente; per questo motivo la riflessologia rientra nel settore delle medicine complementari ed è considerata una tecnica olistica di guarigione.


Le aree più comunemente usate in questa terapia sono i piedi (riflessologia plantare) la testa e il viso e le mani (riflessologia palmare). Esistono varie teorie riflessologiche secondo cui su tutto il corpo si troverebbero zone riflesse come ad esempio le orecchie (auricoloterapia) e gli occhi (iridologia); ma anche il volto, la testa, la schiena, le gambe, l’addome e la lingua; anche i denti possono essere usati per fini diagnostici.
La riflessologia può essere usata come metodo d'indagine energetica e per prevenire e risolvere molti tipi di disturbi.
La riflessologia stimola infatti la naturale autoguarigione del corpo stesso, non fermandosi solo alla soppressione dei sintomi, ma riportando l’intero organismo ad uno stato di equilibrio ed armonia; per ottenere ciò occorre la partecipazione attiva della persona interessata che dovrà diventare consapevole del suo stile di vita e porre in atto, se necessario, dei cambiamenti.

Funzionamento della reflessologia.

Stimolazione nervosa: è una delle teorie più diffuse e si basa su una relazione a catena fra le terminazioni nervose delle zone riflesse e l’organo in cui si localizza il disturbo. Queste terminazioni nervose, a seconda della pressione esercitata, porterebbero l’informazione al cervello che, elaborandola, la trasferirebbe all’organo interessato (questa teoria si ricollega agli esperimenti di Pavlov e Voltolini).

Stimolazione energetica: nel nostro corpo circolerebbe “l’energia vitale” organizzata in canali profondi chiamati “meridiani energetici”, che nel loro percorso si portano, ogni tanto, in superficie formando delle “stazioni”, o “bottoni”. Per un funzionamento ottimale l’energia deve scorrere senza impedimenti e l’organismo godrà allora di buona salute; ma se si formano dei blocchi di questa energia si genera una disarmonia (cioè mancanza di energia in un determinato organo ed accumulo in un altro); questo squilibrio porta a malesseri o malattie. Premendo i “bottoni” in superficie, si ripristinerebbe la normale circolazione energetica e si riporterebbe il corpo in equilibrio, ristabilendo quindi il benessere della persona.

L'esistenza dei “meridiani energetici” non è mai stata dimostrata sperimentalmente, sebbene sia stato riscontrato che con il massaggio riflessologico viene stimolata la produzione di endorfine.

Controindicazioni.
Questa tecnica non ha controindicazioni in nessun caso: possono essere trattati i neonati come le persone anziane, le persone sane come i malati gravi. L’unico avvertimento è per le donne in gravidanza, soprattutto se a rischio, che devono affidarsi solo ad un riflessologo esperto per trarre i migliori benefici e prepararsi adeguatamente al parto.
Può essere usata come unico rimedio o essere complementare ad altre tecniche naturali o terapie della medicina ufficiale, come l’allopatia, la psicoterapia, la fisioterapia ecc. In questo caso potrebbe amplificare gli effetti delle medicine e dei trattamenti.

Reazioni :
Secondo i resoconti dei riflessologi, come risultato dei trattamenti, le persone trovano giovamento sia sul piano fisico che su quello psicoemotivo, ma è possibile che dopo i primi trattamenti i disturbi invece di diminuire si acuiscano.
Questo sarebbe dovuto al fatto che, stimolando l’autoguarigione, l’organismo si libera dalle tossine (per questo durante il ciclo di trattamenti è importante bere molta acqua), inoltre considerando la persona nella sua interezza di mente, corpo e spirito, e quindi lavorando su tutti e tre questi piani, la persona incomincerebbe ad abbandonare i supporti adottati per poter convivere con il disturbo, trovandosi così di fronte alla vera causa del problema (spesso un problema mentale) che li ha condotti all’attuale stato fisico (problema fisico).
I trattamenti successivi porterebbero al miglioramento generale.

In caso di malattie gravi la rifelssologia, pur non essendo un trattamento miracoloso, può aiutare comunque a migliorare le condizioni generali della persona.




Fonte: www.wikipedia.it




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